Ciò che Lisa vuole

Ciò che Lisa vuole

I Raccontastorie – Le più belle storie di Natale 1983

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      09 Cio che Lisa vuole
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Un mattino Lisa si svegliò e disse: «Voglio un’vestito d’oro con una fascia d’argento, voglio una spada con l’elsa tempestata di pietre preziose e voglio tanti riccioli biondi. Voglio che sia sempre Natale e voglio sapere tutto senza dover mai andare a scuola.»

Suo padre sospirò. «Tua madre ed io non potremo mai soddisfare tutti i tuoi desideri, Lisa.» La figlia batté istericamente i piedi per terra e decise che quella notte stessa se ne sarebbe andata in giro per il mondo. Infatti traversò tutta la città, finché arrivò a una casa alta davanti alla quale sostava una carrozza di cristallo con sei cavalli bianchi. Accanto alla carrozza c’era una vecchia signora. La porta della casa si aprì e ne uscì la ragazza più graziosa che Lisa avesse mai visto, con indosso un bel vestito di seta dorata con una fascia d’argento. Lisa disse subito:; «Voglio quel vestito.> La vecchia guardò Lisa e poi la bella fanciulla e poi di nuovo Lisa. Infine, sospirando, disse alla fanciulla: «Tornatene a casa, perché ciò che Lisa vuole, Lisa deve avere.»

La bella ragazza tornò dentro sconsolata. Lisa, indossato il vestito, pensò che le stava a meraviglia. Batté le mani dalla gioia e proseguì la sua corsa. In fondo alla città aveva subito inizio la foresta. Un grovigli di rose selvatiche le sbarrò il passo. Qualcuno certo stava tagliandole, perché le rose fremevano al rumore di una lama tagliente. «Ehi, laggiù!» chiamò Lisa. Il più bel principe mai visto emerse dal folto e si appoggiò sulla sua spada per riprendere fiato: l’impugnatura rifulgeva di splendide gemme. «Buonasera, fanciulla. Non so quanto mi ci vorrà per tagliare tutti i rovi, perciò penso che ti convenga scegliere un’altra strada.»

Lisa non lo ascoltava nemmeno. «Oh, se potessi- avere i gioielli della tua spada!» Il principe impallidì e il suo sorriso si spense. «Ciò che Lisa vuole, Lisa deve avere.» Il principe si inchinò, le offrì la spada, poi montò a cavallo e si allontanò al galoppo. Con la spada ingioiellata alla cintura, Lisa procedette allegramente fino ad arrivare nei pressi di un’alta torre dalla cui finestra si affacciava la donna più felice che Lisa avesse mai visto. Sorrideva e cantava, mentre riccioli dorati scendevano lungo il muro della torre, intrecciandosi a dei bellissimi fiori. Essa sussurrò a Lisa: «Spero che tu sia felice quanto me, bambina.» «Lo sarei se avessi dei capelli come i tuoi», rispose Lisa invidiosa. Il sorriso della donna si spense. «Ciò che Lisa vuole, Lisa deve avere.»

La ragazza si ritirò dalla finestra e tornò con un paio di forbici d’oro. «Prendine quanti ne vuoi.» E Lisa si arrampicava e tagliava, si arrampicava e tagliava, finché ebbe tutti i riccioli d’oro. Li attaccò ai suoi capelli con i gambi dei fiori e se ne andò. Alla fine arrivò in capo al mondo, un luogo freddo e arido dove si trovava la ruota dentata che fa girare la Terra. E lì, lottando con tutte le sue forze per mantenerla ferma, c’era l’Uomo-Che-Sa-Tutto. «Che freddo fa qui», rabbrividì Lisa. «È inverno» spiegò l’Uomo. «Lisa vuole che sia sempre Natale dove lei vive. E siccome vive dall’altro capo del

 

mondo, lì deve essere sempre inverno.» Ma Lisa non lo ascoltava. «Voglio sapere tutto. Voglio sapere tanto da non dover mai andare a scuola.» «Ti insegnerò quattro cose. Lontano da qui, in una grande città, Cenerentola sta piangendo. La sua fata madrina le ha fatto comparire per magia un abito per andare al ballo, ma Lisa l’ha voluto per sé, così Cenerentola non ha potuto andare al ballo. Nel folto della foresta, la Bella Addormentata giace per sempre in un castello avviluppato dai rovi. Il principe che avrebbe dovuto svegliarla non può più farlo, perché non ha più la spada con cui tagliare i rovi. In un’alta torre siede Raperonzolo e piange.

Il suo principe è tornato per portarla lontano e per sposarla, ma senza i suoi riccioli d’oro non l’ha riconosciuta, e poi, senza capelli, su che cosa si sarebbe arrampicato? Perciò se n’è andato per sempre.» «Basta, basta!» gridò Lisa. «Ma è possibile che siano tutti infelici per colpa mia?» «Oh no, mia cara. So per certo che tua madre e tuo padre sono molto contenti che tu te ne sia andata. In questo stesso momento stanno dicendo: “Meno male che non dobbiamo più comprare a Lisa tutte le cose che pretendeva”.» Lisa si tappò le orecchie. «Non voglio sapere. Non voglio che sia vero. Non voglio che tutto questo sia successo!» «Beh, perché quel che chiedi si avveri» disse l’Uomo-Che-Sa-Tutto, «dovrei girare il mondo indietro di un giorno. Non l’ho mai fatto prima.» «Oh, fallo» implorò Lisa. «Lascia che ti aiuti io. Ti prego. Desidererei che oggi non fosse mai esistito!»

«Beh, ciò che Lisa vuole, Lisa deve avere!» rise l’Uomo, e con una grande spinta, fece girare il mondo indietro di un intero giorno. Girava così in fretta che Lisa cadde per terra con la testa che le girava. Quando tornò in sé, si ritrovò nel suo letto, a casa. «Mamma, mamma» chiamò «che giorno è? Devo sapere che, giorno è…» «Come che giorno è? È la mattina di Natale» rispose la mamma. «Oh, meno male, allora è stato solo un sogno… Così sono ancora in tempo per dare i regali a te e a papà. Sarà un magnifico Natale!»