Chi è il più forte

Chi è il più forte

I Raccontastorie – Fascicolo 14

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      02 - Chi è il più forte
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Il Vento si dava un sacco di arie come al solito: «Io sono il più forte di tutti. Posso sradicare gli alberi e coprire di neve le montagne. Posso fracassare le navi sugli scogli e scoperchiare i tetti delle case. Io sono più forte di qualunque cosa!» Il Sole, che stava passando di lì, sorrise fra sé. «Io sono più forte di te, stupido vecchio Sole» continuava il Vento, con tono di scherno. «Di chi? Di me?» sorrise il Sole. «Ah no, penso proprio che tu ti sbagli, caro signor Vento.» «Ma cosa puoi fare tu, tu arancia fuori misura? Ti sfido a dimostrarmi la tua forza!» «Va bene» acconsentì il Sole. «Lo vedi quell’uomo laggiù? Io scommetto che non sei nemmeno capace di sfilargli il gilé prima che prenda l’autobus.» Il Vento rise borioso e sbuffò: «Parli di quell’esserino insignificante? Ah, ah, lo spoglierò in men che non si dica.» E il Vento prese a soffiare così forte che i vetri di tutte le case della strada tremarono. Ma vedendo il brusco cambiamento di tempo l’uomo tornò di corsa a casa a mettersi il soprabito. Il Vento riprese a soffiargli addosso facendo svolazzare i lembi del soprabito dell’uomo che, rabbrividendo, lo abbottonò fino in cima, si strinse la cintura, e rialzò il bavero borbottando: «Brr… che tempaccio!» Il Vento continuò a soffiare a più non posso sull’uomo che, lottando contro la sua furia, si affrettò a montare sull’autobus.


«Brrr! Che tempo terribile» commentò il conducente mentre il vento faceva traballare l’automezzo sulle ruote. «Porterò l’autobus in deposito! Questo ventaccio potrebbe rovesciarlo!» Il Vento, indispettito, continuò a soffiare, a ululare, a mulinare intorno al deposito fino a diventare paonazzo in volto, poi si arrese. «Vediamo cosa sai fare di meglio tu!» disse al Sole con una smorfia. «Tu, che credi di sapere tutto!» E il Sole cominciò a brillare. Appena il Vento smise di soffiare, l’autobus uscì dalla rimessa e riprese il suo cammino verso la stazione. «Uffa, che caldo!» dicevano i passeggeri, scendendo dall’autobus. Il Sole continuò a brillare e l’uomo si sbottonò il soprabito e si asciugò la fronte. «Che tempo curioso» pensò riparandosi sotto la pensilina. Il Sole picchiava a più non posso e l’uomo si tolse la giacca e si allentò la cravatta. «Uffa, che caldo!» disse sbottonandosi il gilé. Il Sole splendeva sempre più finché fece addirittura sciogliere l’asfalto della strada. «Uffa! Ma fa davvero caldo» disse l’uomo gettando un’occhiata agli altri passeggeri. Erano tutti accasciati sulle panchine della stazione e si sventolavano con i giornali. «Uffa!» ripeté l’uomo e si tolse di dosso il gilé! Il Vento a questa vista non poté resistere. «Accidenti» brontolò sbuffando di rabbia e allontanandosi in fretta. «I soliti raccomandati! Gli uomini hanno sempre avuto un debole per te.»